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SILENZIO ASSORDANTE!

"Assordante silenzio". Per gli insegnati di lingua italiana, il titolo di quest'articolo, è un ossimoro, una figura retorica, che accosta due termini di senso contrario, silenzio e assordante. In questo caso l'unione impossibile di questi due opposti rende l'idea di ciò che succede attorno alla Cattedrale di Agrigento e al suo Colle.
Tutti "gridano", riconoscono nella Cattedrale un bene – culturale, monumentale, storico, di fede - da salvaguardare, il luogo della memoria e del futuro... e poi solo silenzio... un "assordante silenzio"!


Tace la classe politica (nazionale, regionale e locale), incapace di andare oltre i proclami non suffragati dai fatti. E di proclami, a suon di comunicati e conferenze stampa, lettere, convegni, seminari, tavole rotonde, interpellanze, ne abbiamo sentiti tanti in questi tre anni di chiusura del Duomo, di fatti ben pochi!
Tacciono gli Enti preposti a risanare il Colle e "salvare" la Cattedrale, che dopo avere stilato e presentato cronoprogrammi, puntualmente disattesi (per cause non riconducibili a loro, dicono loro!) e dopo avere illustrato, in pompa magna, cartine, rilievi, slide multimediali, modelli 3d - frutti di un lavoro certosino d'indagini come non mai fatto sul fabbricato e sul pendio - si trincerano dietro un "assordante silenzio" dinnanzi a domande precise che abbiamo loro rivolto: Qual è lo "status quaestionis" in merito alla Cattedrale? Quali sono le cause (tecniche, politiche, finanziarie) che hanno impedito il rispetto del cronoprogramma sui lavori da eseguire? A che punto è la fase progettuale (definitiva ed esecutiva) e a chi è stato dato (se è stato dato) l'incarico di redigere il progetto degli interventi sul Colle e sulla Cattedrale? Quali saranno le fasi dell'intervento sul Colle e sull'immobile della Cattedrale? Che tempi si prevedono (progettazione, bando gara e finanziamento)? Quali sono i fondi certi e di che natura sono?
Tace l'opinione pubblica.
Tacciono i cristiani dell'Arcidiocesi di Agrigento, quasi non interessi più di tanto che la "Chiesa Madre", che per i cristiani non è un semplice monumento ma il luogo in cui la comunità locale unita al suo vescovo vive e matura la propria fede, il luogo dove è la cattedra del vescovo, sia chiusa da 1200 giorni senza che si intraveda una via d'uscita.
L'Arcivescovo - l'unico che in questo lasso di tempo non ha fatto mancare, anche con gesti eclatanti, la sua parola ferma per la Cattedrale ed il Centro storico di Agrigento – ha convocato per sabato 7 giugno alle ore 21, le parrocchie di Agrigento per la Veglia di Pentecoste.
Un momento di preghiera, davanti alla Cattedrale, per invocare il dono dello Spirito Santo e per ricordare a tutti che essere comunità all'interno di un edificio sacro è rendere visibile ciò di cui è metafora: la Chiesa di "pietre vive" costruite come edificio spirituale intorno alla "pietra viva" che è Cristo (1Pt 2,4), ma nel contempo per ridire con forza che - e siamo certi che anche questa volta non mancheranno parole forti - nel centro storico di Agrigento c'è ancora un cuore che batte anche se malato, c'è un pezzo di storia della nostra città e diocesi che non può essere dimenticato.

Carmelo Petrone

Dall'Amico del Popolo

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